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Alessandro Grecu
Transizione 5.0: cosa cambia per chi investe in efficienza e AI
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Cosa introduce la Transizione 5.0
A differenza del precedente Piano 4.0, la Transizione 5.0 lega l’incentivo fiscale a un risultato misurabile: la riduzione dei consumi energetici del processo produttivo interessato dall’investimento. Non basta acquistare tecnologia — occorre dimostrare, con una certificazione ex ante ed ex post, che l’intervento ha effettivamente prodotto efficienza.
Perché conviene arrivarci con un metodo già impostato
Le aziende che hanno già una mappatura del proprio flusso di valore — come quella prodotta da un AI Checkup — arrivano alla certificazione con un vantaggio concreto: sanno già dove intervenire per massimizzare sia il risparmio energetico che il ritorno operativo, invece di scegliere l’investimento sulla base del solo massimale di incentivo disponibile.
Per questo, quando un’azienda ci contatta per valutare la Transizione 5.0, la prima domanda che poniamo non riguarda il macchinario da acquistare, ma il processo che quel macchinario dovrà rendere più efficiente. È lì che si decide se l’incentivo genera valore reale o resta solo un risparmio fiscale.