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Redazione eccellenzaoperativa.ai
Supply Chain resiliente: ridurre le rotture di stock senza aumentare le scorte
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Il compromesso apparente tra scorte e servizio
La risposta più comune a una rottura di stock è aumentare le scorte di sicurezza. Funziona, ma ha un costo: capitale immobilizzato, magazzini più pieni, maggiore esposizione all’obsolescenza. Nel caso di questa azienda logistica, il problema non era la quantità di scorta, ma la rigidità della schedulazione — gli ordini venivano pianificati su una cadenza fissa che non rifletteva la reale variabilità della domanda.
Schedulazione agentica al posto di più scorta
Abbiamo introdotto un agente di schedulazione che ricalcola le priorità di riordino ogni giorno, incorporando segnali che prima venivano ignorati: tempi di consegna reali dei fornitori, stagionalità per singola referenza, vincoli di trasporto. Il sistema non decide da solo — propone una schedulazione che il planner approva o corregge, riducendo il tempo dedicato alla pianificazione manuale.
Il risultato in sei mesi: rotture di stock ridotte del 30%, con un livello di scorta medio pressoché invariato. La resilienza non è arrivata dall’aumento del cuscinetto, ma dalla capacità di reagire più rapidamente ai segnali reali della domanda.